Parigi, Napoli e la Filosofia

Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio, 14
30 ottobre 2023 ore 15; 31 ottobre 2023 ore 10
Il seminario Parigi, Napoli e la filosofia s’inscrive nell’ambito delle attività promosse dal Centro
interdipartimentale per lo studio e l’edizione dei testi (CESET) dell’Università di Napoli
L’Orientale in collaborazione con il Laboratoire d’études sur les monothéismes e l’École Pratique
des Hautes Études di Parigi (LEM, EPHE, PSL), l’Istituto Italiano per gli Studi filosofici di Napoli
(IISF) ove si svolgeranno i lavori, la Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino
(SISMEL).
La Società Italiana per lo studio del Pensiero Medievale (SISPM) ha patrocinato l’iniziativa e il suo
presidente, Prof. Luca Bianchi (Università degli Studi di Milano), parteciperà con due interventi.
La Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (SISMEL) sarà presente nella persona
del suo presidente, Prof. Agostino Paravicini Bagliani.
Recenti pubblicazioni, di cui due proprio per i tipi della SISMEL, aprono nuove piste in diversi
campi disciplinari e offrono l’occasione per confrontarsi con specialisti di fama internazionale sulle
nostre conoscenze attuali.
Le due promotrici, Antonella Sannino coordinatrice del CESET (Napoli, L’Orientale) e
Irene Caiazzo del LEM (Parigi), intendono porre a confronto due figure emblematiche della storia
del pensiero: Guglielmo d’Alvernia, vescovo di Parigi (1229-1249) e Roberto d’Angiò, re di Napoli
(1309-1343).
Seppur un secolo separa la loro attività, Guglielmo e Roberto intercettano le istanze di un mondo
latino, occidentale come si direbbe oggi, in costante dialogo con quello dell’Oriente bizantino,
arabo mussulmano ed ebraico. I ruoli politici rivestiti da entrambi si rivelano essenziali per la
costruzione di ampi contesti culturali che investono l’etica, la politica, il mondo della natura, la medicina, ecc.
ancora non del tutto noti.
Ambedue lettori di fonti alternative rispetto all’aristotelismo dominante sollecitano ricerche sulla
tradizione manoscritta, conservata nel caso di Roberto prevalentemente a Napoli e a Parigi.
Una prima mostra di codici conservati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli è stata realizzata
on-line.
Parigi e Napoli sono le due città dove operano Guglielmo e Roberto; due città che nel
Medioevo svolgevano ruoli di crocevia intellettuale. A Parigi nel ’200 e a Napoli nel ’300 si
recavano intellettuali e studenti provenienti da tutta Europa e dall’Oriente; traduttori e interpreti
garantivano l’accesso a lingue altre dal latino.
Guglielmo d’Alvernia, intellettuale e predicatore che visse tra due mondi, quello della teoria
universitaria e quello della pratica episcopale, quello della corte reale e quello della povertà, rese
l’università di Parigi un luogo di confronto e scambi, favorendo l’ingresso alla carriera accademica
agli ordini mendicanti e aprendosi ai nuovi testi provenienti dalla Spagna mussulmana.
Roberto d’Angiò rex expertus in omni scientia rese Napoli e la sua corte un polo di
attrazione per poeti, storici, teologi, artisti, giuristi, filosofi, traduttori e medici. Molteplici furono le
personalità di spicco legate al monarca angioino: Francesco Petrarca, Giovanni Regina di Napoli,
Paolino da Venezia, Landolfo Caracciolo, Giovanni Villani, Bartolomeo di Capua, Andalò di Negro,
senza dimenticare traduttori dal greco, arabo e ebraico, quali Niccolò da Reggio e Qalonimos ben
Qalonimos. Egli stesso autore di trattati, lettere e sermoni Roberto d’Angiò fu un sovrano umanista
con un progetto culturale all’avanguardia rispetto ai suoi tempi. Troppo spesso la storiografia ha acceso
i fari sulla Parigi dell’età matura della scolastica, su Federico II, fondatore nel 1224 dell’università di Napoli,
trascurando il contributo che il vescovo di Parigi e Roberto d’Angiò hanno dato alla storia del pensiero e della cultura.
Non è un caso che tali riconsiderazioni muovano proprio da Napoli e Parigi, con il supporto
non solo dell’Università L’Orientale, del CNRS francese, di società scientifiche e pregevoli case
editrici, ma anche dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici luogo strategico per “irradiare impulsi
in tutti i campi del sapere e verso tutti i paesi del mondo”, come recita la motivazione della
Laurea honoris causa in Filosofia dell’università di Bielefeld (8 febbraio 1988), conferita a Gerardo
Marotta.

The seminar Paris, Naples and Philosophy is part of the activities promoted by the
Interdepartmental Centre for the Study and Edition of Texts (CESET) of the University of Naples
L'Orientale in collaboration with the Laboratoire d'études sur les monothéismes and the École
Pratique des Hautes Études in Paris (LEM, EPHE, PSL), the Istituto Italiano per gli Studi filosofici
in Naples (IISF) where the conference will take place, and the Società Internazionale per lo Studio
del Medioevo Latino (SISMEL).
The Italian Society for the Study of Medieval Thought (SISPM) is sponsoring the initiative;
its president, Prof. Luca Bianchi (University of Milan), will deliver two papers. Prof. Agostino
Paravicini Bagliani will attend on behalf of The Società Internazionale per lo Studio del Medioevo
Latino (SISMEL), which he presides.
Recent publications 2 , two of which were published by SISMEL, open new paths in various
disciplinary fields and offer an opportunity to discuss our current knowledge with international
scholars. The two organisers, Antonella Sannino coordinator of CESET (Naples, L'Orientale) and
Irene Caiazzo of LEM (Paris), aim to compare two emblematic figures in the history of thought:
William of Auvergne, Bishop of Paris (1229-1249) and Robert of Anjou, King of Naples (1309-
1343). Even though a century separated their activities, William and Robert were able to intercept the
instances of the Latin world, Western as we would say today, in a continuous interaction with the
Byzantine, Arab-Muslim, and Eastern Jewish worlds.
The political roles played by both figures turn out to be crucial for establishing wide-ranging
cultural contexts involving ethics, politics, the world of nature, medicine, etc., not quite known yet.
Both of them, readers of the alternative sources to the dominant Aristotelianism sources, encourage
research into the manuscript tradition, which in Robert’s case is mainly kept in Naples and Paris.
A first exhibition of codices kept at the National Library in Naples has been carried out online.
Paris and Naples are the two cities where William and Robert worked; two cities that played
the role of intellectual crossroads in the Middle Ages. Intellectuals and students from all parts of
Europe and the East travelled to Paris in the 13th century and to Naples in the 14th century;
translators and interpreters provided access to languages other than Latin.
William of Auvergne, an intellectual and preacher who lived between two worlds, that of
university theory and that of episcopal practice, that of the royal court and that of poverty, made the
University of Paris a place of debate and interaction, promoting access to academic careers for
mendicant orders and also opening up to new texts from Muslim Spain.
Robert of Anjou rex expertus in omni scientia also made Naples and his court a centre of
attraction for poets, historians, theologians, artists, jurists, philosophers, translators, and doctors.
Many important personalities were linked to the Angevin monarch: Francesco Petrarca, Giovanni
Regina of Naples, Paolino da Venezia, Landolfo Caracciolo, Giovanni Villani, Bartolomeo di
Capua, Andalò di Negro, as well as translators from Greek, Arabic, and Hebrew, such as Niccolò da
Reggio and Qalonimos ben Qalonimos. The author of treatises, letters and sermons himself, Robert
of Anjou was a humanist king with a cultural project ahead of his time.
Too often historiography has focused on the Paris of the mature scholastic age, on Frederick
II, founder in 1224 of the University of Naples, while neglecting the contribution that the bishop of
Paris and Robert of Anjou made to the history of thought and culture.
It is not a coincidence that such re-evaluations move from Naples and Paris, with the support
not just of the Università L'Orientale, the French CNRS, academic societies and prestigious
publishers, but also of the Instituto Italiano per gli Studi Filosofici, a very strategic place for
'radiating impulses in all fields of knowledge and towards all countries of the world', as stated in the
motivation for the honorary degree in Philosophy conferred on Gerardo Marotta by Bielefeld
University (8 February 1988).